L'attacca Libri

Carlo Picca

Perché un libraio indipendente non può competere con i colossi della rete

Perché un libraio indipendente non può competere con i colossi della rete

C’era una volta una storia, quella di ogni settembre, quella di ogni periodo scolastico, quando ogni volta oramai tocca spiegare ai clienti che un libraio non può vendere i libri scolastici al meno 15 come fanno certi colossi della rete.

Ma ci credete che è un’impresa più che ardua come le fatiche Ercole, quasi inutile? Ebbene sì, non ci credono che noi librai quei libri scolastici solitamente li compriamo al meno 15, e che a differenza di qualcuno paghiamo regolarmente tutte le tasse e le gabelle, devo elencarvele? Tipo quella sull’insegna o sull’ascolto della radio o dei cd in negozio o ad esempio quella del contributo annuale per la camera di commercio?

Senza offesa per nessuno, ma a che serve questa camera?  Per non parlare di contributi inps, inail, irpef, nessun giorno di malattia etc etc etc, vabbè dai lo sapete, problemi comuni a tutti i lavoratori onesti… e lo Stato ? Posso dirlo? Mi fa un pochetto vergognare di essere onesto, di non essere tutelato con una web tax che tuteli la concorrenza leale e di dover ogni scolastico sentirsi dire dai clienti: “li prendo on line se non mi fai quello sconto” e non ti credono se gli dici che quei colossi on line sanno da anni come farsi inseguire impuniti dalla comunità europea e dagli stati per eludere al meglio il fisco, e non mi credono neanche quando gli dico che fra qualche anno il servizio sanitario potrebbe andare al collasso e dovranno chiedere su internet le cure mediche, ovviamente sempre al meno 15…

Problemi di concorrenza sleale che fanno male a tanti negozianti e non solo ai librai sia ben chiaro, noi lo avvertiamo a settembre… Ma una cosa è certa, quei colossi non potranno mai vedere la faccia dei clienti, simpatici o antipatici che siano, scambiare due parole ed un confronto con loro, una risata, un’opinione.

Ed è proprio questo che si sta escludendo in tutto ciò, i rapporti umani, quelli che nascono dai semplici rapporti commerciali, perché, e spero tanto di sbagliarmi, sono sempre più in arrivo città senza botteghe, città anestetizzate, perché un corso, una piazza, un paese senza negozi, che cosa sono se non le città vuote del futuro?

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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