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Carlo Picca

Perche “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman è un libro senza tempo

Perche "L’amico ritrovato" di Fred Uhlman è un libro senza tempo

Ci sono tanti libri da leggere, infiniti direbbe certamente qualcuno, e non basterebbe una vita per leggerli tutti, ma è pur vero che ci sono anche quelli che vanno assolutamente letti e raccolti nella nostra personale biblioteca. L’amico ritrovato, titolo originale Reunion, dell’artista tedesco Fred Uhlman, è fra questi, e vale proprio un posticino nei nostri caldi mobili deputati ad ospitare i nostri cari amici libri. Uhlman lasciò la Germania nel 1933 per sfuggire alla persecuzione antisemita, visse alcuni anni a Parigi, dove frequentò gli ambienti artistici e si indirizzò verso la pittura. In seguito si stabilì definitivamente a Londra, dove si impegnò a favore dei connazionali espatriati e dove divenne un pittore apprezzato.

Hans Schwarz e Konradin von Hohenfels, sono due ragazzi coetanei, diversi, e non già soltanto per estrazione sociale, ma per fede religiosa. L’uno, più povero è di origine ebrea, l’altro è proveniente da una nobile e consolidata famiglia tedesca. Entrambi vivono con grande slancio  emotivo la passione per la lettura, la numismatica, la poesia,  l’arte e soprattutto la loro grande amicizia. Un miracolo romantico vero e proprio.

Nella mia classe non c’era nessuno che potesse rispondere all’idea romantica che avevo dell’amicizia, nessuno che ammirassi davvero o che fosse in grado di comprendere il mio bisogno di fiducia, di lealtà e di abnegazione, nessuno per cui avrei dato la vita. I miei compagni mi sembravano tutti, chi più chi meno, piuttosto goffi, degli svevi sani, insignificanti, privi di immaginazione.

Così scriveva Hans fintanto proprio che non conobbe Konradin.

L’amico ritrovato è un romanzo breve, che venne pubblicato nel 1971 e che colpì così tanto il cuore dei lettori  dal momento della sua pubblicazione che venne tradotto subito in tantissime  lingue e nel 1989 ne è stato tratto anche un film omonimo, con la regia di Jerry Schatzberg, ed il cui soggetto fu scritto dallo stesso Uhlman con la collaborazione dell’autore Harold Pinter.

Un romanzo sul valore dell’amicizia oltre ogni ostacolo, amicizia dapprima persa e poi ritrovata. Con l’egemonia di Hitler infatti, la famiglia di Konradin, si schiera senza mezzi termini dalla parte del fanatico capo tedesco. L’amicizia fra i due svanisce. Hans, sotto pericolo dell’antisemitismo dilagante, viene mandato in America da alcuni zii, e qui diventerà orfano dei genitori caduti tragicamente proprio in quella Germania nazista. Dopo anni a cercare di dimenticare la sua Germania, anni dopo la fine del conflitto, gli verrà spedita una missiva dalla scuola che frequentava nella quale gli si comunica che si raccolgono fondi per un marmo commemorativo dedicato ai compagni scomparsi durante la guerra. Leggendo la lista dei caduti Hans ritrova l’amico ammazzato per aver preso parte alla congiura per assassinare il dittatore Hitler.

Ezra Pound scriveva che Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla. Konradin seppur all’inizio affascinato da Hitler, non solo non aveva tradito il suo amico, ma aveva dato tutto se stesso per difendere i valori umani minacciati dalla tragedia nazista e per difendere quell’idea di romantica di amicizia che era nata fra lui ed Hans e che può e deve nascere fra persone di diversa estrazione sociale o religiosa che sia. Aveva infatti compreso a fondo il valore umano di un’amicizia vera, autentica, un bene troppo prezioso per non essere difeso. Questo romanzo racconta questo bene in modo emozionante e come pochi permette con  fluidità e naturalezza di entrarvi dentro. L’orrore dell’olocausto e della seconda guerra mondiale rendono ancora più prezioso il coraggio di difendere proprio quei valori umani nella disumanità più totale. Il successo del romanzo è frutto anche delle grandi doti stilistiche di quest’opera, che permette  con semplicità di poter cogliere l’essenza vera dei rapporti umani, lo spirito per l’appunto di fratellanza vera, quella che può unire e solidarizzare gli individui e che tende sempre più a mancare ponendoci sempre più arresi alle continue tragedie della realtà sociale. Questo è un romanzo eterno e fondamentale perché su tutte una cosa impari senza mezzi termini, che se hai presente il valore profondo dell’essere umani, della bellezza del restare umani e uniti, e se hai presente a pieni polmoni questa idea ed il suo valore illimitato, puoi anche morirne senza paura.

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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