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Carlo Picca

Perché il gioco del calcio è da considerarsi poesia

Perché il gioco del calcio è da considerarsi poesia

I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara, giocavo anche sei, sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra, allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero chiamato lo “Stukas”: ricordo dolce bieco, sono stati indubbiamente i più belli della mia vita. Mi viene quasi un nodo alla gola, se ci penso. Allora, il Bologna il Bologna era il Bologna più potente della sua storia: quello di Biavati e Sansone, di Reguzzoni e Andreolo, il re del campo, di Marchesi, di Fedullo e Pagotto. Non ho mai visto niente di più bello degli scambi tra Biavati e Sansone. Che domeniche allo stadio comunale!
Pier Paolo Pasolini

 

La poesia, quella vera, quella autentica, quella del cuore, emoziona, e può invitare alle riflessioni più belle. Non solo, quando tocca il profondo dell’animo ci può rabbrividire come poche cose al mondo.

E l’emozione poi unisce, perché ci fa sentire simili, ci affratella. Così il gioco del calcio, sport popolare per eccellenza, non solo in Italia, quando è vero, quando è lontano dal business o dal calcio scommesse, sa emozionarci ed unirci in un comune sentimento di entusiasmo e partecipazione, attraversando tutte le fasce sociali e senza distinzioni alcune.

Se la poesia ci fa conoscere nel profondo ed emozionare e ci fa sognare, il calcio fa lo stesso facendoci emozionare non poco, con i suoi goal in zona Cesarini, all’ultimo minuto, ultimo secondo.

Adrenalina, speranza, passione, sofferenza, amore, attaccamento, tenacia, gioia e chi più ne ha più ne metta, il calcio ci regala emozioni, come del resto ogni sport, e si presenta al meglio come un modo sano e concreto per scaricare le tensioni e divertirsi.

Lo scopo dello sport è quello di ricaricarsi di energia e di emozioni positive perché durante la giornata capita che ci riempiamo di pensieri e preoccupazioni che ci rendono stanchi e frustrati. Esattamente come la poesia, che è catartica e rigenera il cervello, il cuore, lo sport ed il calcio ci aiutano a rigenerarci al meglio.

Come la poesia che ci illumina a viver non come bruti anche il calcio ci educa a dei valori veri, allo spirito di squadra, al senso d’appartenenza, al
rispetto dell’altro, all’integrazione sociale, all’affermazione del merito, alla lealtà e sana competizione.

Di certo, poi, calcio e letteratura vanno in simbiosi.  Quanti autori si sono occupati di calcio, ricordiamo qui  Giacomo Leopardi, con la canzone scritta nel 1821 A un vincitore nel pallone. Il poeta di Recanati elogia Carlo Didimi di Treia, e lo declama come campione, per l’energia profusa nell’azione sportiva.

 

Beata allor che ne’ perigli avvolta,
Se stessa obblia, nè delle putri e lente
Ore il danno misura e il flutto ascolta;
Beata allor che il piede
Spinto al varco leteo, più grata riede. 

 

E come non emozionarsi di fronte ai goal di Pelé nel mondiale vinto nel ‘58 in Svezia, o ai goal di Maradona, specie quello contro l’Inghilterra nel mondiale vinto nel 1986, come non emozionarsi al goal di Inzaghi contro l’Ajax nella stagione 2002-03 di Champions, goal segnato all’ultimo minuto per rimettere in piedi una partita che sembrava persa. Champions poi vinta proprio dal Milan.

 

E Baggio, Del Piero, Totti, Zidane, Ronaldo, Figo, Kaka, Boban, Savicevic, Maiellaro, Messi, Gullit, Van Basten… quanti poeti che anziché scrivere con le mani su fogli hanno scritto con i loro piedi poesie indimenticabili nei campi da calcio.

 

Enzo Biagi chiese una volta a Pier Paolo Pasolini: Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare? 
«Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei grandi piaceri».
Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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