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Carlo Picca

Perché il cuore ed il coraggio di Pasolini sono grandi

Perché il cuore ed il coraggio di Pasolini sono grandi

Pezzo dedicato a Bruno Esposito e alla Redazione di Eretico & Corsaro.

In linea di principio la mutazione antropologica evocata da Pasolini consiste nella trasformazione antropologica della società stessa, dalla popolazione millenaria, storica, quella che c’è sempre stata dalla notte dei tempi con le sue evoluzioni sociali ed umane, a quella della società dei consumi e cultura dei mass media che la depriva della sua umanità più profonda, mentre  al contempo, ne violenta ciò che ne rimane da questa operazione commerciale ed invasiva.

Quella mutazione avvenuta decenni fa ed ora nuova condizione esistenziale dell’uomo consumatore. Perché sì, da uomo a consumatore, questo è il mutamento significativo che Pasolini ci ha posto nelle sue riflessioni eretiche e corsare e ci pone tuttora dinanzi. Nemmeno il fascismo aveva attuato un cambio così invadente dell’umanità e intimità degli individui, del loro spazio sacro e corporeo, ha ripetuto più volte il poeta di Casarsa.

Una resa al profitto, alla reificazione, alla merce. Quando ci si scandalizza ancora oggi nel vedere Salò di Pasolini, è perché le motivazioni di quella pellicola sono di una veggenza straordinaria che non si riesce o non si vuole vedere e approfondire. Pasolini con tutta la sua forza, la sua diversità, il suo corpo, si è opposto a questa mercificazione in maniera solitaria, ostinata e contraria, con tutto l’amore che provava per la vita, un amore splendente e padre di un coraggio immenso, coraggio tanto immenso quanto profondamente e radicalmente ingenuo.

L’ingenuità non è un sentimento nobile, è un’eroica vocazione a non arrendersi mai, a non fissare mai la vita, neanche nel futuro.

Pasolini ama ingenuamente senza voler ricevere nulla in cambio, proprio ciò che non lo corrisponde, in un amore stoico, astorico, puro e irrazionale, quale quello di un poeta che vuol curare la logica del profitto e il consumismo, neocapitalismo, e gli effetti che vede provocare da questi sul mondo millenario dell’umanità: la mutazione antropologica, e pur sapendo che non potrà farcela, è l’ingenuità che lo porta a donare tutta la sua forza anche a chi gli è nemico, appunto con splendore.

E a vederci oggi, ad avvenuta mutazione antropologica, nell’anestesia e frammentazione sociale dilagante continuerebbe probabilmente ad urlare, a cercare fratelli che non sono più riempiti da informazioni che ci servono ben poco se non a distrarci, che ad esempio con tutti i miliardi pubblici di euro che la politica usa puntualmente per pagare i debiti dei banchieri quanti italiani si potrebbero stabilizzare e quanti migranti accogliere… Ma siamo troppo distratti e distanti che fatichiamo ad ascoltare la verità e  persino quella di un cuore coraggioso così grande e che tanto ci manca.

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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