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Carlo Picca

Perché facendo bei pensieri viviamo meglio

Perché facendo bei pensieri viviamo meglio

Molto spesso cari amici, traducendo semplicemente le leggi di Darwin, ci sentiremmo di affermare che le persone più rapaci e capaci di adattarsi alla realtà vanno avanti, mentre quelle più sensibili ed idealiste faticano.

Che in estrema sintesi equivarrebbe a dire anche, che se vogliamo vivere sereni conviene essere scaltri e quasi senza regole.

E allora, arresi esclameremmo anche che stupidi, idioti, raccomandati, ignoranti, zoticoni, caproni, affaristi, arrivisti, smidollati, escort e gente senza scrupoli, hanno preso in mano il mondo!

Che costoro sono seduti sulle spalle della gente onesta e ricca di valori e che a ben vedere serve a far loro da trono o da cornice.

Ma non perdiamoci d’animo, la riflessione da fare è più profonda. Certamente la mediocrità dominante si fa sentire, tuttavia cari amici guerrieri positivi tocca a noi sempre esprimerci al meglio, e farlo badate bene, anche per noi stessi e per il nostro benessere.

La nostra breve permanenza sulla terra probabilmente non è altro che il viaggio della nostra evoluzione, sia personale che collettiva, e come direbbero i nostri vati latini esiste una grande anima mundi di cui tutti facciamo parte attivamente e dove ognuno di noi svolge il suo prezioso compito.

La nostra anima è immortale, ed il nostro attuale corpo che riconosciamo coscientemente, è temporaneo ed ogni anima incarnata è qui proprio con un suo compito specifico,  per acquisire esperienza, per comprendere e perfezionare la sua personalità ed esprimerla fino in fondo.

La nostra anima deve sentirsi a suo agio per esprimere quello che avverte essere il suo compito, le sue attitudini. Questo conta.

Parafrasando Edward Bach, il dottore dei magici fiori vissuto nel primo novecento, persino quando ci ammaliamo la malattia ci dice che ci siamo allontanati dal nostro Se superiore. La malattia così tende a correggere la nostra direzione sbagliata a correggere e a potenziare le nostre virtù.

Non c’è vera guarigione senza una modificazione profonda dell’animo del sofferente, senza una sua crescita interiore, senza un rinnovamento del suo modo di vedere e di sentire: solo in seguito a queste trasformazioni i sintomi diventano inutili e la malattia scompare.

Sempre secondo Bach, forse gli errori che dobbiamo correggere non sono solo gli errori di questa vita, ma anche quelli di altre vite, ed allora le sofferenze che possono sembrare crudeli e senza significato trovano la loro ragione d’essere nel Karma. Ed è nel Karma e nella Reincarnazione che possiamo trovare la spiegazione di certe malattie congenite, di fobie senza una spiegazione apparente.

Chi si sente punito ingiustamente dalla vita, o prono e affannato dalla gente scaltra e idiota ha l’obbligo di esprimersi con tutta la sua forza oltre nodi e barriere mentali che ingabbiano il suo spirito in errati atteggiamenti, per espandere, quindi, la sua capacità di vedere e comprendere la realtà delle cose, i propri bisogni e i propri scopi reali. In ultima analisi con buoni pensieri e propositi il guerriero positivo può esprimersi e combattere al meglio realizzando quotidianamente il suo compito.

Ed essere così a tutto tondo un guerriero positivo che si sente diverso e che deve tendere a liberarsi dall’errore di valutazione in cui si sia impantanato e dall’illusione di sentirsi solo e sopraffatto in un mondo ostile.

I guerrieri positivi molto spesso elargendo energie infinite possono stancarsi, affaticarsi ed ammalarsi, ma non conviene fare sangue amaro appresso alla stupidità, conviene non perdere la forza e la direzione anche se questa si esprime per dirla con Fossati e De André in direzione ostinata e contraria.

Niente nella natura può farci male quando ci esprimiamo, e come direbbe sempre Edward Bach: Niente nella natura può farci male quando siamo felici e in armonia, al contrario tutta la natura è lì per nostro uso e godimento. E’ solo quando permettiamo al dubbio e alla depressione, all’indecisione e alla paura di penetrarci che diventiamo sensibili alla forza esterna.

Quindi cari amici coltiviamo pensieri positivi e facciamolo per noi stessi innanzitutto. Affronteremo meglio le difficoltà che la vita ci pone e svolgeremo al meglio il nostro compito. Abbiamo bisogno di persone che svolgono al meglio il loro compito quotidianamente, e per farlo è importante sentirsi connessi con la propria anima che a sua volta deve sentirsi in contatto con l’anima mundi.

Solo così tutti noi possiamo vivere più serenamente non credete? Vi saluto con questi versi di Pasolini, non c’è motto migliore: Solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’aver amato, non l’aver conosciuto.

 

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna. Nel settembre 2018 ha pubblicato per Les Flaneurs un romanzo satirico sul mondo dei libri e dell’editoria dal titolo “Il Giro Giusto“.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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