L'attacca Libri

Carlo Picca

L’impegno del sindacato Librai Italiani per migliorare la Legge Levi

L'impegno del sindacato Librai Italiani per migliorare la Legge Levi

La Legge Levi, luglio 2011, è una norma che fissa un tetto agli sconti che le librerie, dai piccoli librai, alla grande distribuzione, agli store online, possono fare sui libri.  Lo sconto massimo consentito è del 15% seppur viene ammessa la possibilità di realizzare campagne promozionali per singole collane con il 25% di sconto, ma per massimo un mese e che comunque non sono possibili a dicembre, ovvero sotto il periodo natalizio. Gli ebook non sono soggetti alla legge Levi. E possono quindi essere venduti con saldi e promozioni da record. Tale norma, che così come è ha delle difficoltà nell’essere applicata a pieno, nasce in particolar modo per salvaguardare librerie ed editori indipendenti che non possono fronteggiare le grandi scontistiche offerte da parte di catene, gdo e online, e per tutelare così il pluralismo editoriale. Va detto infatti che molti librai, schiacciati dalla incapacità di competere con certe scontistiche e promozioni, vorrebbero una legge alla francese che tuteli proprio questo pluralismo e che tuteli le librerie indipendenti come centri di promozione culturale con una scontistica che non sia superiore al 5%.

A riguardo cari amici di Libreriamo, abbiamo sentito Antonio Terzi, Vice Presidente di SIL (Sindacato Librai Italiani) per scambiare con lui qualche battuta sulla Legge Levi e la situazione attuale in generale.

 

Avremo mai in Italia una legge alla francese o alla tedesca? A che punto è la revisione della legge Levi a fronte degli ultimi incontri?

Il cambio della guardia ai vertici di AIE ha fortemente condizionato le tempistiche. Come ormai noto, la politica ha chiesto alla filiera la condivisione di una posizione comune. Senza entrare nelle dinamiche interne all’associazione degli editori e senza che questo appaia come un giudizio sull’operato delle persone, l’uscente presidente Motta non è riuscito ad esprimere una posizione ufficiale di AIE. Il tavolo dei retailers ha fatto il punto della situazione pochi giorni fa ed ha confermato in toto il documento già prodotto ad AIE nei mesi scorsi. Il nuovo presidente è stato invitato ad intervenire il prossimo 24 luglio ad una nuova riunione del tavolo, che lo ha invitato ad esprimere in quella sede una posizione definitiva dell’associazione degli editori.


Un commento di Sil alla nomina di Franco Levi alla nomina di Presidente AIE

Ricardo Levi è certamente persona competente e incline alla ricerca e alla costruzione di mediazioni, nel senso positivo del termine. Noi ci auguriamo che, nel breve, si possa davvero dar corso a quello che la “sua” legge dichiara all’ultimo articolo, e cioè la necessità di sottoporla ad un tagliando. Ciò doveva avvenire ben prima, ma siamo certi che adesso, attraverso l’esposizione anche al primo firmatario della legge, delle tante pratiche elusive che si sono sviluppate negli anni, della costante riduzione dei margini, dei conti economici reali dei librai, si possa affrontare seriamente e fino in fondo la questione. Perché siamo convinti che la revisione in senso restrittivo sia necessaria non solo per i librai, ma anche per gli editori.

 

Per i librai un altro scolastico in arrivo sempre “assediati” da gdo e catene on line, come difendersi?

Non credo che allo stato dell’arte si possano dare consigli specifici ai librai, se non quelli di continuare a puntare sulla qualità del servizio (quando gli editori ce lo permettono) e sulla diversificazione dell’offerta (molte librerie si sono reinventate il lavoro puntando sull’usato).

Questo è il settore per certi versi più in sofferenza, visto che le pratiche elusive hanno mangiato tutto il margine, e spesso anche di più. Penso ai buoni su altra merce che i supermercati offrono alla clientela. Su questo e su tutti gli altri temi di scolastica abbiamo sollecitato l’intervento dell’Antitrust, che invitata anche dall’autorità comunitaria, ha aperto un fascicolo lo scorso mese di aprile.

Per parte nostra non posso non ricordare le iniziative pilota su alcune Regioni che hanno riportato nelle librerie la distribuzione dei testi della scuola primaria, e la liberalizzazione della fruizione dei dati riguardanti le adozioni. Azioni tese a ridare fatturato, a riportare clientela in libreria, a semplificare e alleggerire anche economicamente il lavoro.

E’ chiaro che anche questa vicenda può trovare soluzione nella nuova versione della legge e per questo le Associazioni dei Librai sono fermissime rispetto a qualche posizione che vorrebbe togliere la scolastica dalla revisione.

 

C’è qualcosa che si sente di  voler dire e non ha detto?

Una notazione personale, se mi è permesso: purtroppo sentiamo troppi colleghi veramente sfiduciati, poco fiduciosi rispetto alle battaglie che si stanno portando avanti. Certo, è chiaro a tutti noi che verremo misurati non tanto per l’impegno profuso quanto per i risultati. Ed è altrettanto vero che i tempi per arrivare ad una soluzione non sono quelli che ci attenderemmo. Probabilmente il passato pesa ancora troppo su questi giudizi, e condiziona sulle aspettative. Non è affatto vero, almeno per gli ultimi tre anni, che le associazioni dei librai siano assenti e che non stiano facendo nulla per il cambiamento. Siamo impegnati su talmente tanti fronti che non è nemmeno possibile dar conto di tutte le iniziative, di tutti i contatti, di tutti gli incontri, delle proposte avanzate. Noi crediamo che invece questo sia il momento di serrare le fila e di dimostrare che la ricetta che i librai propongono è quella che può dare la svolta. E la dimostrazione va data anche alla controparte che non si accorge ancora che il declino, senza cambiare, è dietro l’angolo anche per lei.

 

Grazie per la disponibilità al confronto ed al dialogo!

 

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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