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Carlo Picca

“L’arte della commedia”, come rendere omaggio ad Eduardo De Filippo su Facebook

"L'arte della commedia", come rendere omaggio ad Eduardo De Filippo su Facebook

Abbiamo incontrato Bruno Esposito curatore della pagina Fb Eduardo De Filippo – L’arte della commedia. Gli abbiamo rivolto qualche domanda su questo suo importante spazio virtuale e sul grande Eduardo, considerato senza ombra di dubbio uno dei maggiori artisti del Novecento, autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena e interpretate e, in seguito, tradotte e rappresentate da altri anche all’estero.

Bruno, come, quando e soprattutto perché nasce questo spazio?

Vorrei innanzitutto ringraziare per questa opportunità che mi offrite. Mah, di Eduardo De Filippo e di tutta la sua straordinaria famiglia di artisti, si parla molto, ma il sospetto che sorge è che le opere siano viste e capite in modo superficiale, grossolano e, soprattutto, fuori dal loro contesto naturale e che l’analisi complessa venga lasciata nelle mani di pochi studiosi. Lo scopo della pagina, che è nata nel 2013, è quello di riuscire a trasmettere , usando il linguaggio diretto, sintetico e per questo immediato del web, curiosità e voglia di approfondire. Del resto, comprendere l’opera e il pensiero di Eduardo De Filippo, significa comprendere quasi per intero ciò che è stato il nostro paese nel secolo scorso:

“Alla base del mio teatro c’è sempre il conflitto fra individuo e società (…), tutto ha inizio, sempre, da uno stimolo emotivo: reazione a un’ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia e altrui, solidarietà e simpatia umana per una persona o un gruppo di persone, ribellione contro leggi superate e anacronistiche (…), sgomento di fronte a fatti che, come le guerre, sconvolgono la vita dei popoli”.

Ecco, questa pagina nasce per far comprendere cosa c’è dietro il sipario, dietro lo schermo.

Se dovessi raccontarci la lezione più grande che De Filippo ci ha lasciato?

Sicuramente la convinzione che la tradizione popolare è una ricchezza , che nella vita ci sono giorni “pari” e giorni “dispari” e che l’insieme di tutti questi giorni, vissuti da tante anime, costituisce il patrimonio che dobbiamo difendere:

«lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro»
Non importa il ruolo che recitiamo, quello che è importante è avere voglia di essere creativi.

Se dovessi presentare Eduardo a dei ragazzi che non lo conoscono, quali sue opere teatrali gli suggeriresti e perché?

Anche se Natale in Casa Cupiello è quella che maggiormente viene vista e conosciuta, personalmente l’opera di Eduardo che amo di più è “L’arte della commedia”. Una “commedia nella commedia”, in cui Campese, il capocomico, sfida il prefetto di una cittadina, suggestionandolo a tal punto, da confonderlo completamente con il suo gioco di ruoli e personaggi. Immagino che le opere che preferisco, possono essere non completamente condivise da alcuni, ma, per fortuna, Eduardo ha un vasto repertorio: Il cilindro; Filumena Marturano; Napoli milionaria; Il contratto; Questi Fantasmi; Il berretto a sonagli ecc… Ecco, quest’ultima che nasce da un’opera di Luigi Pirandello, mostra la straordinaria capacità di adattare un testo e di metterlo in scena con un’eccezionale capacità di coinvolgere il pubblico, fino ad un finale che si può definire diabolico:
Pirandello presente alla prima espresse questo giudizio:
«Can gli attori italiani che interpretano le mie opere ho sempre tanta difficoltà a far intendere il valore delle ‘pause’ che segno nel testo. Loro, in genere, si rifiutano di tenerne canto. Voi, invece, le avete fatte queste benedette ‘pause’, come la cosa più naturale di questa mondo. Questo mi conferma che sono davvero necessarie e che io non sano un rompiscatole quando pretendo che siano rispettate» . (Giuseppe Grieco, Gente, Milano, 15 gennaio 1978).
Consiglierei anche la “Paura numero uno”, perché è di un’attualità tremenda.

Se Eduardo non fosse nato a Napoli sarebbe stato Eduardo?

No! Certamente no, anche perché non avrebbe potuto usufruire di un contesto sociale a lui congeniale per far crescere la propria opera. Napoli è stato il suo “centro-studi”:
Napoli è un paese curioso, un teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca, senza cuncierto, scenne p’ ’e strate e sape recità…

Saluta gli amici di Libreriamo con una citazione di Eduardo che vorresti condividere con loro

«Scrivere una commedia impegnata è facile, il difficile è impegnare il pubblico ad ascoltarla».

Grazie per la disponibilità e complimenti per preparatissimo lavoro che fai nella diffusione dell’opera del grande Eduardo.

 

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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