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Carlo Picca

Dj Fabo, Marco Cappato e la libertà di decidere il proprio destino

Dj Fabo, Marco Cappato e la libertà di decidere il proprio destino

Argomenti molto delicati ed importanti quelli trattati nel libro di Marco Cappato, pubblicato nel 2017 da Rizzoli nella collana Saggi italiani, e fra i quali c’è quello della legalizzazione della morte dolce: l’Eutanasia. Credere disobbedire combattere. Come liberarci dalle proibizioni per migliorare la nostra vita, questo il titolo del libro di Marco Cappato, il quale pochi mesi addietro, accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza, è adesso a rischio di procedura penale a suo carico.  Proprio ieri la Corte d’Assise di Milano ha deciso di rinviare alla Corte Costituzionale gli atti del processo che lo vede accusato di aver favorito il suicidio di Fabiano Antoniani.

Ed in particolare qui, proprio sulla legalizzazione dell’eutanasia  voglio soffermarmi e scrivervi ad esempio, riguardo le sofferenze indescrivibili date dalla situazione clinica di un malato terminale, come quelle che prova  una persona colpita da cancro in stato avanzato. Il corpo è lacerato dalle metastasi impazzite, in più punti del corpo lo strazio di dolore dilaga, medicinali a base di morfina non bastano, piaghe sul corpo si formano, una posizione comoda sul letto non si trova più, pianti e lamenti di dolore divengono sempre più frequenti perché la vita è completamente dipendente ed insopportabile, ecco, qui, una persona lucida ha diritto o no di poter ricevere una forma di suicidio assistito o di accedere alla pratica dell’eutanasia ?

Cappato ci spiega quando e perché un uomo o una donna hanno il diritto ad una morte senza soffrire, la quale deve essere garantita in uno stato che voglia tutelare fino in fondo, e fino alla fine, la possibilità di poter scegliere oltre ogni forma di accanimento terapeutico e immane sofferenza.

Una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dall’Associazione Luca Coscioni insieme ai radicali italiani è stata depositata in Parlamento, alla Camera nel 2013, dopo aver raccolto quasi 70 mila firme. Era stata calendarizzata per marzo 2016, ma non è mai stata discussa.

Trattasi di un testo molto breve, composto di soli 4 articoli, nel quale viene identificato, ad esempio, chi può chiedere l’eutanasia: deve essere un cittadino italiano, capace di intendere e volere, maggiorenne, che può nominare un fiduciario e che chiede al personale medico di rispettare la sua volontà di una morte senza dolore.

La proposta prevede che sia una persona vittima di malattia irreversibile, con prognosi infausta e che abbia un’aspettativa di vita orientativamente al di sotto dei 18 mesi di vita.  L’obiettivo è quello di permettere a chi soffre di poter chiedere al medico l’eutanasia, informando i familiari, esentandolo dalle responsabilità penali oggi previste dalla legge.

Dice Cappato: “Il diritto ad arrivare a una morte senza soffrire deve essere riconosciuto anche a coloro a che non sono attaccati a una macchina, non dipendono da un trattamento vitale ma sono ugualmente sottoposti a una sofferenza insopportabile e a una malattia irreversibile”.

La dignità delle persone affette da malattie irreversibili e altamente sofferenti sono inspiegabili a parole, uno stato che si dice civile deve poter permettere la fine di atrocità.

E non è arrendersi, nel caso di cancro, i malati hanno lottato fino alla fine, hanno fatto tutto il possibile, hanno dato tutto quello che avevano,  poi la malattia ha vinto, infame com’è, attaccandoli da dietro, ed infierendo sul loro sempre più gracile corpo completamente metastatizzato.

Che persone siamo se permettiamo tutte queste sofferenze mentre chi sta soffrendo ci guarda negli occhi implorandoci la fine ? Che uomini siamo ?

 

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna. Nel settembre 2018 ha pubblicato per Les Flaneurs un romanzo satirico sul mondo dei libri e dell’editoria dal titolo “Il Giro Giusto“.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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