L'attacca Libri

Carlo Picca

Difendere le librerie indipendenti rivedendo la Legge Levi, intervista ad Antonio Terzi di SIL

Difendere le librerie indipendenti rivedendo la Legge Levi, intervista ad Antonio Terzi di SIL

La Leggi Levi, luglio 2011, è una norma che fissa un tetto agli sconti che le librerie, dai piccoli librai, alla grande distribuzione, agli store online, possono fare sui libri.  Lo sconto massimo consentito è del 15% seppur viene ammessa la possibilità di realizzare campagne promozionali per singole collane con il 25% di sconto, ma per massimo un mese e che comunque non sono possibili a dicembre, ovvero sotto il periodo natalizio. Gli ebook non sono soggetti alla legge Levi. E possono quindi essere venduti con saldi e promozioni da record. Tale norma, che così come è, ha delle difficoltà nell’essere applicata a pieno, nasce in particolar modo per salvaguardare librerie ed editori indipendenti che non possono fronteggiare le grandi scontistiche offerte da parte di catene, gdo e online, e per tutelare così il pluralismo editoriale. Va detto infatti che molti librai, schiacciati dalla incapacità di competere con certe scontistiche e promozioni, vorrebbero una legge alla francese che tuteli proprio questo pluralismo e che tuteli le librerie indipendenti come centri di promozione culturale con una scontistica che non sia superiore al 5%.

Il 6 ottobre u. s. si è tenuto un convegno nella Sala del mappamondo di Palazzo Montecitorio in Roma: «La Legge Levi per la promozione della lettura. A cinque anni dall’applicazione della Legge n. 128 del 2011 sul prezzo dei libri: analisi, sviluppi e prospettive per favorire la lettura in Italia». Il convegno è stato organizzato dalla Presidente Commissione Cultura, On. Flavia Piccoli Nardelli e ha visto al tavolo, fra relatori ed uditori, rappresentanti politici, ma anche e soprattutto tutti i soggetti della filiera libro, in particolar modo i librai. A riguardo cari amici di Libreriamo, abbiamo sentito Antonio Terzi, Vice Presidente di SIL, Sindacato Librai Italiani, per scambiare con lui qualche battuta proprio su questo convegno e sulla Leggi Levi in generale.

 

Sig. Terzi, attualmente che tipo di segnalazioni ha Sil sulla Legge Levi? Viene rispettata o raggirata ?

Partita con buone intenzioni seppur con un impianto di compromesso, la Legge è stata col tempo svuotata e costantemente aggirata nella pratica. I controlli affidati all’annonaria comunale e le sanzioni troppo blande hanno finito per favorire chi non intendeva rispettarla. Inoltre anche alcuni giudizi della magistratura su casi specifici hanno finito per disconoscere le finalità della legge, la tutela dei soggetti più fragili, a favore di una visione liberalizzatrice. Che però nel mondo del libro e ancor più con la struttura di mercato italiana, finisce per favorire i grandi gruppi e chi può utilizzare il libro per operazioni diverse, come la Gdo che, lavorando in perdita, utilizza il testo scolastico per pedonalizzare il punto vendita.

 

Le chiedo un suo giudizio sul convegno del 6 u. s. e tutte le sue impressioni ?

Il convegno ha sancito finalmente, con dati chiari e incontrovertibili, l’inadeguatezza dell’attuale impianto di legge e l’urgenza di una sua modifica. I dati che rilevano una perdita del 37% del numero di librerie negli ultimi 5 anni mi pare chiarissimo nella sua drammaticità. Vi sono davvero molti tecnicismi e molte particolarità nella filiera del libro, che probabilmente sfuggono ai non addetti ai lavori. Ma siamo riusciti a far comprendere a tutti gli interlocutori politici e istituzionali con i quali ci siamo confrontati negli ultimi due anni che è ora di imboccare la stessa strada che Francia e Germania hanno imboccato con successo da decenni. Con ottimi risultati anche in termini di coinvolgimento di nuovi lettori. Non dimentichiamo che il nostro problema italiano ha due facce: un mercato deregolamentato di fatto e una base di lettori molto ristretta. La richiesta di un sostegno anche attraverso la detraibilità degli acquisti di libri ci potrebbe aiutare in questo senso.

 

Il Convegno fa seguito al lavoro del Tavolo della filiera, fortemente voluto anche dal Sil e incentrato sulla proposta di modifica della Legge Levi, può spiegare ai nostri lettori perche la scontistica della Legge Levi è opportuno ed importante che passi a non superare il 5% ?

Intanto crediamo che sia opportuno spostare i ragionamenti dallo sconto al prezzo di copertina. Non necessariamente l’utilizzo della leva dello sconto rappresenta un atteggiamento virtuoso verso il consumatore. Anzi, noi crediamo che sulla scorta di quanto successo all’estero proprio l’editore, a cui la legge assegna il compito di fissare il prezzo di copertina, possa essere indotto a contenerlo strutturalmente nel momento in cui viene meno appunto la leva dello sconto. E magari possa anche pensare a diverse politiche di produzione. Poi perché, come si è visto, non tutti gli operatori sul mercato sono in grado di competere e di rispondere (ammesso che rispondere sia un bene) alle politiche dei grandi gruppi. Il rischio concreto, e certificato dai numeri presentati, è quello di vedersi ridurre progressivamente gli attori di questa filiera, concentrando nella mani di pochi il mercato, appiattendo e azzerando la proposta culturale.

 

Nelle prossime settimane le conclusioni dovrebbero diventare emendamenti da inserire nella Legge Giordano che è in via di approvazione, siamo vicini al raggiungimento del 5% ?

Nelle prossime settimane ci sarà dapprima un ulteriore passaggio di sintesi con AIE. La Commissione Cultura ci ha chiesto una condivisione unanime rispetto ad alcune misure, le più urgenti, che possono trovare una corsia preferenziale visto che la Giordano dovrebbe presto essere licenziata. Vorrei essere fiducioso per il 5%, e lo sono, ma anche pragmatico. Abbiamo di fronte un periodo istituzionale, penso al referendum e alle sue conseguenze, che può nascondere insidie. Ma sicuramente non risparmieremo ogni sforzo per arrivare ad una conclusione positiva. D’altra parte aver raccolto 1500 firme tra le 1800 librerie rimaste nel Paese ci responsabilizza al massimo in tal senso.

 

Può aggiungere tutto ciò che voleva dire e che non ha detto

Mi lasci dire che crediamo di aver svolto una funzione di sintesi che la politica ci chiedeva, portando su un avanzato livello di concertazione virtuosa anche le librerie di catena e alcuni grandi gruppi editoriali. Ci siamo parlati, ci siamo conosciuti e ci siamo capiti, anche tra concorrenti. E di questi tempi, viste le ultime vicende del mondo editoriale, non ci pare obiettivo di poco conto.

 

Grazie per la disponibilità al confronto ed al dialogo!

 

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna. Nel settembre 2018 ha pubblicato per Les Flaneurs un romanzo satirico sul mondo dei libri e dell’editoria dal titolo “Il Giro Giusto“.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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