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Carlo Picca

Dario Fo, maestro di satira

Dario Fo, maestro di satira

Se c’è un vertice immaginario della nostra non ricca letteratura teatrale contemporanea, assieme a Pirandello ed Edoardo De Filippo va menzionato certamente anche Dario Fo (1926-2016). Fo, al quale nel 1997  è stato conferito il prestigioso Premio Nobel per la letteratura, è stato un grande e profondo conoscitore della tradizione popolare del teatro, ne ha resuscitato e attualizzato con intelligenza gli aspetti più vitali, mettendoli al servizio della propria eccezionale stoffa di attore.

Fra  i sui testi, e in modo magistrale nel suo capolavoro a tutto tondo Mistero Buffo (1969), convergono e si verificano molteplici tradizioni artistiche e culturali del passato, con un risultato di assoluta originalità e valore. Il Buffo cui fa riferimento Fo nella sua attività teatrale, consiste nella vitalità inarrestabile che esprime la cultura degli oppressi, costretti a subire  la ferocia e lo sfruttamento dei potenti, ma tuttavia capaci di liberarsene con una risata. Una sorta di utopia liberatoria della risata.

La lingua di Fo è una lingua giullaresca che attinge dal dialetto popolare lombardo  fino a prevedere invenzioni linguistiche che rendono bene l’effetto di questo linguaggio dissacratorio, comico e catartico. Proprio il Mistero Buffo “racconta come il popolo è stato derubato, defraudato da secoli della propria cultura, non solo il padrone se l’è fatta propria e l’ha camuffata e la impone di nuovo scorrettamente al popolo”.

L’umorismo dicevamo in Fo quale strumento e misura per gli oppressi di difendersi. Una risata che ha un duplice beneficio, a difesa dell’alienazione e che può fornire al corpo benessere. “Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa.” Fo ne era ben consapevole, ed oggi più che mai è divenuto certo che il riso faccia bene alla salute, in quanto sembra che riduca certi inibitori delle difese immunitarie. Ma oltre a quest’aspetto più prettamente esistenziale, al Giullare Fo  piaceva far ridere i suoi uditori immergendoli nella satira, e nel ruolo decisivo che questa deve giocare in una società: come una cartina di tornasole, la satira ne misura la libertà di espressione che altrimenti sarebbe impossibile da determinare.

“La satira è un’espressione che è nata in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente”.

E la satira di Fo racchiude lo spirito farsesco dei giullari. La sua forza sta nel riprendere in chiave moderna la rappresentazione teatrale da histriones per rendere ridicolo il potente di turno e delinearne in modo grottesco i suoi difetti fino al punto da riderci su e neutralizzare la sua forza di oppressore.

“La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune, anzi è più vero o, almeno, più credibile.” Non è esagerato dire che la perdita di Fo è quasi incolmabile se si pensa alla forza della sua satira e dello spessore intellettuale delle sue ricerche, dei suoi lavori e delle sue interpretazioni.

“La satira è un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioè quando si sente dire, per esempio, “è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni”, allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: Prima regola: nella satira non ci sono regole. E questo penso sia fondamentale.”

Photocredits: Wikipedia

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna. Nel settembre 2018 ha pubblicato per Les Flaneurs un romanzo satirico sul mondo dei libri e dell’editoria dal titolo “Il Giro Giusto“.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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