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Carlo Picca

Castel del Monte, la perla d’arte cara a Federico II

Castel del Monte, la perla d’arte cara a Federico II

Castel del Monte, inserito nell’elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 ed in quello dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel 1996, è un edificio del XIII secolo fatto costruire dall’imperatore e sovrano del Regno di Sicilia  Federico II.  E’ situato su una collina dell’altopiano delle Murge occidentali, a 500 metri circa sul livello del mare, nell’attuale frazione omonima del comune di Andria, a 18 km dalla città, nei pressi della località di Santa Maria del Monte.

L’esatta funzione dell’imponente edificio è tuttora sconosciuta. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e di fossati, posto in una posizione non strategica, in realtà l’edificio non fu probabilmente una fortezza. Avanzano fra tutte, l’ipotesi che fosse una residenza di caccia, attività assai amata dal sovrano, ed un luogo di riflessione ricreativa ed esoterica per Federico.

L’imperatore, come ben risaputo, amava le arti e le scienze e si può ritenere che Castel del Monte fosse anche un luogo di corte realizzato ad hoc dall’imperatore per soddisfare questa sua sete di bellezza e conoscenza.  Federico II, già negli anni ’30 del secolo XIII, nel vivacissimo ambiente culturale della sua corte, aveva trapiantato i modelli della lirica cortese provenzale dando notevole impulso alla diffusione di queste conoscenze poetiche e culturali.

In ogni caso Castel del Monte è un’opera architettonica grandiosa, che mette assieme matematica, geometria ed astronomia e che esprime fascino e mistero come una sorta di tempio del sapere, in cui dedicarsi indisturbati allo studio delle arti e delle scienze.

E Federico, come evidenziato, era un gran cultore delle arti e delle scienze ed era anche mecenate e scrittore al tempo stesso.  Si cimentò  direttamente nella realizzazione di un’opera letteraria, il De arte venandi cum avibus.

Il De arte venandi è un trattato nato innanzitutto dall’osservazione e rappresenta una disquisizione  molto moderna, sia sui metodi di cattura e addestramento dei falchi, sia sulle tecniche di caccia della selvaggina con l’uso di questi imponenti volatili addestrati.

L’imperatore amava Castel del Monte come l’intera Puglia e non a caso egli è anche conosciuto con l’ appellativo di puer Apuliae, e quando si pensa proprio a Castel del Monte, la locuzione che ritorna con piacere è stupor mundi, “meraviglia o stupore del mondo”.

Una perla d’arte che vale davvero la pena visitare lasciandosene suggestionare. Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui…

Carlo Picca

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Carlo Picca

Carlo Picca, pugliese, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Bari. Dopo esperienze in campo scolastico come insegnante, ed editoriale come consulente letterario, attività che ancora svolge per alcuni autori ed editori, nel 2011 ha deciso di aprire una libreria a Rutigliano (Ba), che conduce con passione organizzando eventi letterari ed artistici rivolti al pubblico di ogni età, fra cui laboratori didattici, letture animate, incontri con Autori. Dal 2011 è iscritto come pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Puglia ed ha collaborato per quattro anni, come caporedattore, con il network pugliese La Voce del Paese. Attualmente scrive articoli per alcuni magazine nazionali che si occupano di cultura e ha da poco pubblicato, per FaLvision Editore, un saggio critico sperimentale sul Poeta italiano Sandro Penna.

Ha deciso di intraprendere l’esperienza di blogger su Libreriamo intendendo proporre spunti di riflessioni sul mondo dei libri e dell’editoria, nonché recensioni e consigli per la lettura.

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